Iniziativa
L’intelligenza dell’artificiale: politicizzare le tecnologie digitali” at “Urban Intelligences. Tecnologie Agentiche e partecipazione civiche” conference, Fondazione Mondo Digitale, Rome
Referente attività: Chiara Certoma'
Area di intervento: Responsabilità sociale e sostenibilità
Durata dell’iniziativa: 2025-07-04
Luoghi di svolgimento: Roma
Eventuale URL dell'iniziativa: https://crowdusg.net/digitally-enabled-social-innovation-in-the-city-implications-for-urban-spaces-societies-and-governance/
Il tema generale che fa da sfondo al seminario è quello della relazione problematica tra nuove tecnologie e crisi della governamentalità territoriale. A partire dalle criticità e potenzialità già rilevate nel precedente seminario “Piattaforme, prossimità, partecipazione” (17 maggio 2024) - tra i rischi di “piattaformizzazione” della città incentrata su controllo e mercificazione, e i possibili benefici delle “tecnologie civiche” a supporto della cooperazione e sostenibilità territoriali -, si sta assistendo oggi a un’ulteriore accelerazione e sfida lanciata dall’“IA agentica”. Ci si chiede come, sulla base delle medesime criticità rilevate rispetto alla crescente automazione algoritmica di relazioni sociali e produttive, si inserisca l’introduzione di una tecnologia che implica maggiori potenzialità e opportunità, ma che richiede anche un notevole sforzo di consapevolezza da parte di istituzioni e società per comprenderne e scongiurarne i rischi: c’è in generale riflessione piuttosto avanzata sui principi che riguardano una AI responsabile che sia al servizio dell’uomo, ma una limitata capacità di comprendere concretamente come allinearla ai bisogni dell’uomo, o come metterla a servizio del territorio, e men che meno a servizio di territori svantaggiati e marginalizzati. Occorre dunque capire come evitare che il cittadino resti tagliato fuori dalla crescita di sistemi intelligenti sempre più complessi che, con riferimento ai territori, entrano prepotentemente nella sfera progettuale delle trasformazioni, costituendo non più soltanto strumenti di supporto alla decisione, ma veri e propri agenti che “prescrivono” cambiamenti sviluppando “autonomamente” analisi e progettualità complesse (“agent teams”), che tendono a cooptare e incorporare la decisione. Dal punto di vista della governance territoriale questa prospettiva implica la sua possibile riduzione a una prassi procedurale sempre più verticalizzata. Occorrerebbe in realtà interrogarsi su cosa implichi questa fiducia nella decisione “autonoma” della macchina, i cui parametri e principi operativi possono essere tanto opachi quanto predeterminati da intelligenze molto umane, e talvolta espressione di interessi particolari, o di logiche politiche tutt’altro che democratiche. In questo quadro diventano particolarmente importanti quegli spazi e processi che a livello territoriale valorizzano e potenziano la relazione tra cittadini e tecnologie in una prospettiva progettuale e sperimentale, riportando il tema della decisione a una dimensione processuale e partecipativa. Ci riferiamo ad esempio agli Urban Living Labs su cui c’è stato un recente summit a Roma, che però richiedono una riflessione molto avanzata rispetto a come sia possibile mobilitare tutta la società per la costruzione di un modello alternativo di relazione tra intelligenza artificiale e intelligenza collettiva locale. Perché si può forse ritenere che soltanto alla scala locale è possibile far leva su un’alleanza tra intelligenza artificiale e un’intelligenza collettiva fondata sui valori della convivialità, della solidarietà e della sostenibilità. Si tratta di una sfida che è stata già raccolta nell’ambito del Master ProPART, con il modulo sulla Partecipazione digitale, a cui si riferisce questo seminario, relativo alle potenzialità del nesso tra partecipazione e tecnologie civiche - le quali devono necessariamente guardare ora a questi nuovi scenari. Ed è stata raccolta anche con il “Manifesto per un'azione collettiva su intelligenza artificiale e robotica”, elaborato dalla FMI nell’ambito della Rome Cup 2024, che in questa occasione vorremmo cominciare a declinare a livello territoriale, a partire dal caso Romano. L’obiettivo del Seminario è dunque di avviare una riflessione su come proiettare un modello alternativo di uso civico dell’intelligenza artificiale verso un programma che sia in grado di mobilitare la società su progetti di “intelligenze urbane” alternative, intese nel senso di intelligenze umane locali supportate dall’intelligenza artificiale che animano processi di trasformazione della città in chiave di sostenibilità e modelli di governamentalità territoriale aperta e collaborativa.

